Tra Francia e Inghilterra vince la noia: 1 a 1

by · June 11, 2012

 Se tra Spagna e Italia l’1-1 aveva significato la vittoria del grande calcio, tra Francia e Inghilterra vince la noia. Forse il timore dell’esordio, forse la presenza di numerosi giocatori tanto possenti quanto macchinosi… ma il pareggio del derby della Manica non passerà certo alla storia per i colpi esibiti dai contendenti. Troppo poco per gli inglesi, inventori del calcio un secolo e mezzo fa, e troppo poco per la Francia, che dalla fine dell’era Zidane, chiusa con la celeberrima testata del 2006 al nostro Materazzi, si è distinta per inconcludenza e ammutinamenti nei confrotni del tecnico Domenech. Un grigiore non certo imputabile all’assenza tra le fila inglesi di Wayne Rooney, immarcabile attaccante squalificato per 2 partite, o a quelle sulla mediana di Lampard e Barry, infortunati alla vigilia, come non certo un’attenuante è

l’assenza sulla sponda opposta del gladiatore del centrocampo francese M’vila, sulle cui tracce era anche l’Inter fino a poco tempo fa. Inter chiamata in causa anche dai nomi delle panchine: Roy Hodgson, tecnico inglese, si ricorda a San Siro e dintorni soprattutto per avere preferito Pistone al giovane Roberto Carlos, parlando di incapacità difensiva di quest’ultimo, mentre Blanc, ct francese, ha lasciato il segno nei cuori nerazzurri per l’eleganza con la quale usciva palla al piede dalla difesa. Questo il tabellino con le formazioni scelte dalle due vecchie conoscenze nerazzurre:

FRANCIA (4-2-3-1): Lloris; Debuchy, Rami, Mexes, Evra; A. Diarra, Cabaye (39′ st Ben Arfa); Ribery, Nasri, Malouda (39′ st Martin); Benzema. A disposizione: Mandanda, Carrasso, Reveillere, Koscielny, Clichy, Valbuena, Matuidi, Menez, M’Vila, Martin, Ben Arfa, Giroud. All. Blanc.

INGHILTERRA (4-4-1-1): Hart; Jonhnson, Terry, Lescott, A. Cole; Oxlade-Chamberlain (32′ st Defoe), Milner, Gerrard, Parker (32′ st Henderson); Young, Welbeck (45′ st Walcott). A disposizione: Green, Butland, Jagielka, Jones, Baines, Downing, Carroll, Kelly All. Roy Hodgson

Arbitro: Nicola Rizzoli (ITA)

Ammoniti: Oxlade-Chamberlain (Ing), Young (Ing)

Marcatori: 31′ 1t Lescott, 39′ 1t Nasri

Dopo una fase di studio tanto evidente quanto povera d’occasioni, la prima palla gol arriva al quarto d’ora ed è clamorosa: Young tra le linee verticalizza in profondità per Milner il quale, saltato Lloris, conclude sull’esterno della rete. Alla mezz’ora però è l’Inghilterra a portarsi a sorpresa in vantaggio: la difesa della Francia resta imbambolata quando Lescott insacca di testa sfruttando direttamente un calcio da fermo proveniente dalla trequarti destra. Diarra al 35° incorna per due volte sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma prima Hart si oppone respingendo, poi sul rimpallo lo stesso Diarra fa la barba al palo a pochi metri dalla porta. E’ il preludio del gol, che arriva pochi minuti dopo grazie ad un colpo da biliardo dal limite dell’area di Nasri, che sorprende uno statico Hart sul primo palo. Poco prima dell’intervallo, una combinazione allo scadere tra Nasri e Benzema consente a quest’ultimo di portarsi pericolosamente sul fondo a pochi metri dalla porta, difesa stavolta bene da Hart che chiude lo specchio deviando in angolo.

Al rientro dagli spogliatoi lo spettacolo non si discosta dalle sue corde monotone, così 60° la regia polacca decide di inquadrare un tifoso addormentato, emblema della gara probabilmente più deludente della manifestazione fino a questo momento sul piano del gioco, date le aspettative delle due nazionali alla vigilia del torneo. Per la prima conclusione della ripresa bisogna aspettare così il 65°, quando Benzema spara centrale da 25 metri trovando attento Hart. Prova a rispondergli subito dopo Johnson rientrando da destra sulla trequarti, ma il suo sinistro finisce talmente in orbita da spingere il commentatore Rai, Vincenzo D’amico, ad invitare il terzino destro inglese “a ricordare il tiro eseguito” per non riprovarci… Nel finale la Francia esercita maggiore pressione, giostrando il pallone in modo maggiormente insistito rispetto agli inglesi ma di fatto sterile, per un triplice fischio che, stavolta, nessuno avrebbe voluto attendere più di tanto.

Mario Agostino

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