Spagna – Italia: duello tra colossi, per la storia

by · July 1, 2012

Il grande giorno, finalmente, è arrivato. Dopo tante congetture, previsioni, pronostici e polemiche, la parola passa al campo, per una tra le finali più cariche di significato di tutta la storia del Campionato europeo. A sfidarsi, infatti, ci sarà da una parte una squadra di fenomeni come quella spagnola che, con l’accoppiata Europeo – Mondiale nel 2008 e 2010 ha scritto una pagina di storia del calcio e che, vincendo stasera, entrerebbe di diritto nella leggenda come l’unica nazionale in grado di vincere tre grandi competizioni internazionali consecutivamente: meglio della grande Germania degli anni ’70, quella di Beckenbauer, Muller, Maier, Kaltz, Overath e chi più ne ha più ne metta. Dall’altra parte, invece, gli azzurri di Prandelli: partiti in sordina e, come spesso accade in questi casi, venuti fuori alla distanza con un gioco sempre più convincente, grazie alla splendida regia di un Andrea Pirlo per il quale qualsiasi aggettivo sarebbe superfluo e alla verve di un Mario Balotelli che potrebbe trovare in questa occasione la sua grande consacrazione a livello internazionale.Di Natale esulta dopo l'unico gol subito dalla Spagna in questo Europeo

Una sfida tra colossi quella di stasera: a cominciare dai due portieri, Casillas e Buffon, non a caso i due migliori al mondo in questo momento, passando per Pirlo e Xavi, due “professori” dotati di una classe e una sapienza tattica fuori dal comune, arrivando a Piquè e Chiellini, prototipi perfetti del difensore moderno, forti atleticamente e intercambiabili nei ruoli. Ma sarà anche un confronto tra due differenti filosofie di calcio: il tiki-taka iberico, forse più annebbiato e meno efficace che nelle precedenti esibizioni internazionali, contro il gioco in velocità e fatto di verticalizzazioni immediate di un’Italia che Prandelli sta tentando, con successo, di modificare a sua immagine e somiglianza; una squadra che nulla ha da spartire con quella svuotata e priva di anima che abbiamo visto nel Mondiale sudafricano di due anni fa.

Tutto questo e molto altro sarà Spagna – Italia di stasera. Un duello tra una generazione di fenomeni, quella iberica, che ha fatto dimenticare ai propri appassionati decenni di insuccessi e di premature eliminazioni e una nazionale, quella azzurra, che di diritto è una delle più blasonate al mondo. Basti pensare a un dato statistico: partendo dal 1994, una volta ogni sei anni l’Italia è riuscita a raggiungere la partita finale di una grande competizione internazionale, Mondiale o Europeo che sia. Ci ricordiamo tutti i rigori fatali col Brasile nel’94, il golden-gol di Trezeguet che infranse le nostre speranze in Olanda nel 2000, il rigore di Fabio Grosso che ci fece gioire nella torrida estate del 2006 per arrivare, adesso, a questa splendida e inattesa cavalcata che può proiettare Prandelli e i suoi ragazzi nella storia del calcio italiano.La formazione azzurra che nel '68 sconfisse in finale la Yugoslavia

Sono passati 44 anni da quando Riva e Anastasi fecero impazzire di gioia lo stadio Olimpico consegnando il primo e, finora, unico trionfo continentale della nazionale azzurra: era un’Italia giovane che, con quella vittoria, riuscì a cancellare la clamorosa e cocente eliminazione subita due anni prima ai Mondiali inglesi per mano degli sconosciuti nordcoreani. Sono tante le similitudini e gli aneddoti da poter raccontare: la parola però, va come sempre al campo, nella speranza, tra qualche ora, di raccontare una nuova, grande pagina di sport tinta d’azzurro.

Probabili formazioni:

Italia (4-3-1-2): Buffon; Abate, Barzagli, Bonucci, Chiellini; De Rossi, Pirlo, Marchisio; Montolivo; Cassano, Balotelli. Allenatore: Prandelli

Spagna (4-3-3): Casillas; Arbeloa, Piquè, Ramos, Jordi Alba; Xavi, Xabi Alonso, Busquets; Iniesta, Fabregas, Silva. Allenatore: Del Bosque

Stadio: Olimpiski Stadium (Kiev)

Arbitro: Pedro Proença (Portogallo)

 

Giorgio Tosto, Gabriele Pulvirenti

Categoria: Italia, news, Spagna

Discussion1 Comment

  1. dendi adolfo says:

    la storia è sempre dei Cesari: entrambi domarono gli angli e i sassoni. Ora tocca agli iberici.

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