Nessuno scordi l’Olanda, conto arancio del calcio

by · May 21, 2012

Nel turbinio dei pronostici, ancora una volta pochi riflettori sembrano accesi sull’Olanda, squadra storicamente considerata tanto talentuosa e competitiva quanto non papabile per la vittoria finale. Nessuno dimentichi i vicecampioni del mondo, nessuno dimentichi il conto arancio calcistico che sovente i tulipani usano presentare, spesso salatamente se non letalmente, nelle battaglie che contano. Per l’Olanda si tratterà di confermare la coralità mostrata ai mondiali sudafricani del 2010, nonché gli acuti d’autore dei suoi magistrali solisti dall’innato talento. Stando al primo elenco diramato dal commissario tecnico Bert Van Marwijk, i vicecampioni del mondo non sembrano facilmente scansabili dal lotto delle favorite alla vittoria finale, forti anche di due anni di esperienza in più. Ecco la lista dei “preconvocati”:

Portieri: Tim Krul (Newcastle United FC), Maarten Stekelenburg (AS Roma), Michel Vorm (Swansea City AFC).

Difensori: Vurnon Anita (AFC Ajax), Khalid Boulahrouz (VfB Stuttgart), Wilfred Bouma (PSV Eindhoven), John Heitinga (Everton FC), Joris Mathijsen (Málaga CF), Ron Vlaar (Feyenoord), Gregory van der Wiel (AFC Ajax), Jetro Willems (PSV Eindhoven).

Centrocampista: Mark van Bommel (AC Milan), Nigel de Jong (Manchester City FC), Siem de Jong (AFC Ajax), Adam Maher (AZ Alkmaar), Stijn Schaars (Sporting Clube de Portugal), Wesley Sneijder (FC Internazionale Milano), Kevin Strootman (PSV Eindhoven), Rafael van der Vaart (Tottenham Hotspur FC)

Attaccanti: Ibrahim Afellay (FC Barcelona), Klaas-Jan Huntelaar (FC Schalke 04), Luuk de Jong (FC Twente), Dirk Kuyt (Liverpool FC), Jeremain Lens (PSV Eindhoven), Luciano Narsingh (sc Heerenveen), Robin van Persie (Arsenal FC), Arjen Robben (FC Bayern München).

A saltare all’occhio non è tanto l’ovvia assenza di Giovanni Van Bronckhorst, ritirato, quanto piuttosto le esclusioni sorprendenti del milanista Urby Emanuelson e di Hedwiges Maduro, rispettivamente 14 e 18 presenze in “orange”. Speranze erano nutrite, anche se al lumicino, da Erwin Mulder, Nick Viergever, Alexander Büttner, Jasper Cillessen, Ola John, Stefan de Vrij ma soprattutto dal promettente Georginio Wijnaldum. Leadership del gruppo affidata dunque al perno del centrocampo Mark Van Bommel, ormai ex milanista, nonché genero del tecnico olandese, marcantonio di temperamento capace anche di gol “pesanti” dalla distanza. La difesa davanti alla quale Van Bommel fungerà da frangiflutti insieme a Nigel De Jong, mediano in forza al City campione d’Inghilterra dopo 44 anni, usa schierarsi con una linea a 4: sarà ancora John Heitinga a guidare la retroguardia, mostratasi negli ultimi anni spesso diligente e affidabile ma non di rado macchinosa, forte comunque anche della presenza sulla destra del terzino Gregory Van der Wiel, 24 anni ma già punto fermo per personalità e sicurezza, una delle rivelazioni del gruppo mondiale. Ancora una volta la difesa dei pali è affidata al romanista Stekelenburg, il quale ha già dimostrato una certa abitudine agli straordinari di qualità, vista l’allegra difesa della Roma riservatagli dalla professione ordinaria.

 

Di assoluto rilievo il settore offensivo, ricchissimo di “top players” e in grado di presentarsi secondo soluzioni differenti, fermo restando lo schema orientativo di Van Marwick, un 4-2-3-1 estremamente congeniale alle caratteristiche dei suoi. Spicca ovviamente la stella Arjen Robben, attaccante esterno dal mancino al fulmicotone e dall’andatura palla al piede pressoché supersonica: ammirato fuoriclasse immarcabile, spesso decisivo anche da solo, a 28 anni Robben ha già consegnato alle cronache della sua carriera numerosi intoppi dovuti a fragilità tanto fisica quanto psicologica, caso emblematico di una storia del calcio olandese corredata da grandi giocatori dalla personalità quantomeno complessa. In questo senso, la recente lite al suo Bayern Monaco con Frank Ribery è solo l’ultima intemperanza di una delle ali mancine più forti della storia del calcio. Cabina di regia avanzata affidata sulla trequarti a Wesley Sneijder, motorino dal piede fatato sempre decisivo nei grandi appuntamenti. Il centravanti più quotato è invece Robin Van Persie, punta veloce, tecnica e dal fiuto del gol, reduce con l’Arsenal da una stagione da record personale quanto a reti realizzate. Confermatissimo Dirk Kujt, punta di movimento sovente utilizzato sugli esterni che fa della duttilità e della corsa le sue armi migliori, definito da Van Marwijk “il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere”.

Wesley-Sneijder Olanda

Alle spalle dei colleghi di reparto più gettonati scalpita il longilineo Klaas-Jan Huntelaar, ex conoscenza milanista che ha trascinato a suon di gol il suo Shalke 04 al terzo posto del campionato tedesco: 48 gol su 48 partite è un bottino degno dei più grandi predatori dell’area di rigore del calcio internazionale, ribadito nelle stesse qualificazioni dell’Olanda, dove “the Hunter”, il cacciatore, è andato a segno con straordinaria continuità. Non trascurabile la mezz’ala Rafael Van der Vaart,  in linea teorica un capitano, capace di coprire più ruoli tra la mediana e la trequarti di centrocampo, anche partendo dalla fascia, grazie ad una notevole tecnica di base, un’ottima capacità d’inserimento a una evidente facilità di calcio. Annichilito il proprio girone di qualificazione, l’Olanda si è vista riservare dall’urna europea un girone quasi più dantesco che calcistico: oltre ad un’altra delle grandi favorite come la Germania, l’Olanda sarà attesa dalla Danimarca e dal Portogallo di Cristiano Ronaldo, per una qualificazione tutta da conquistare tra compagini che promettono scintille. Dopo decenni di calcio a lunghi tratti spettacolare e storie di talenti ammirati nel mondo, per il calcio olandese arriva dunque la prova di maturità, in attesa di porre fine alla solitudine di quell’unico trofeo che luccica nella bacheca del calcio dei Paesi Bassi, l’europeo 1988 di Gullit e Van Basten. Così, anche questi europei presenteranno come di consueto il conto arancio del calcio: le grandi sono avvisate.

Mario Agostino

 

 

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