Fuori un Papa dentro un altro: Polonia-Grecia 1-1

by · June 8, 2012

Marcatori: 17′ Lewandowski (P); 51′ Salpingidis (G)

POLONIA (4-2-3-1): Szczęsny, Piszczek, Boenisch, Wasilewski, Perquis; Polanski, Rybus (70′ Tytoń); Obraniak, Murawski, Błaszczykowski; Lewandowski. All. Smuda. A disp: Sandomierski, Tytoń, Wojtkowiak, Kamiński, Wawrzyniak, Dudka, Matuszczyk, Mierzejewski, Wolski, Grosicki, Sobiech, Brożek.

GRECIA (4-3-3): Chalkias, Maniatis, A Papadopoulos (37′ K Papadopoulos), Torossidis, Papastathopoulos, Holebas, Karagounis, Ninis (46′ Salpingidis), Katsouranis, Samaras, Gekas (68′ Fortounis). All. Santos. A disp: Tzorvas, Sifakis, Tzavellas, Malezas, K Papadopoulos, Makos, Fotakis, Fortounis, Fetfatzidis, Liberopoulos, Mitroglou, Salpingidis.

ARBITRO: Velasco Carballo (Spagna)

Note: Ammoniti: Papastathopoulos, Holebas, Karagounis (G). Espulsi: Papastathopoulos (G) al 44′ per doppia ammonizione e Szczęsny (P) per fallo da ultimo uomo. Al 70′ Karagounis ha fallito un calcio di rigore.

Calcio d’inizio: il resto non conta più. Dopo infortuni eccellenti, ombre su scandali ucraini e scommesse di rilevanza internazionale, Polonia e Grecia hanno battezzato gli Europei di Calcio 2012. Splendida la coreografia concessa dalla cerimonia d’apertura: l’organizzatore Marco Balich, produttore olimpico e presidente dell’agenzia italiana Filmmaster Events, lo stesso dei Giochi invernali di Torino, riserva uno spettacolo breve ma significativo nel quale si esibiscono prima oltre 800 volontari, quindi Adam Gyorgy, pianista trentenne che esegue lo “Studio Opera 25, numero 11 in La minore” di Chopin Étude. Al fischio d’inizio, davanti ai 58 mila spettatori dello Stadio Nazionale, i padroni di casa partono all’arrembaggio costringendo alla corde una Grecia incapace di attaccare per mezz’ora abbondante: sospinta in particolare a destra dalla coppia di esterni del Borussia Dortmund bicampione di Bundesliga, composta da Piszczek e Błaszczykowski, la Polonia impensierisce i greci già al 4′ con Murawski ma Chalkias respinge in angolo il tiro dal limite. Seguono altre sortite in area greca, che fanno da preludio al gol realizzato al 17′ dal giocatore più atteso, Robert Lewandowsky: il bomber del Borussia, nelle cui fila ha realizzato 22 reti nella scorsa Bundesliga, batte di testa Chalkias, uscito a farfalle sul traversone proveniente da destra dell’indomito capitano Piszczek. Al 38′ occasione clamorosa per la Polonia: Perquis calcia a lato di sinistro a botta sugli sviluppi di una corta respinta in area greca. Al 44′ arriva l’espulsione di Papastathopoulos: Murawski tenta di liberarsi dell’ex difensore ex Milan perdendo l’equilibrio ma l’arbitro giudica meritevole di doppia ammonizione le braccia con cui Papastathopoulos ostacola lievemente l’avversario. Un minuto dopo i invocano il rigore per un presunto fallo di mano in area di Perquis, ma non sembrano esserci nè volontarietà né decisività nel gesto.

Morto un PAPAstatopoulos se ne fa un altro dato che entra Salpingidis e il risultato cambia: al rientro dagli spogliatoi Torosidis trova il fondo recapitando al centro dell’area un cross su cui portiere e difensori polacchi intervengono in maniera scomposta, concedendo proprio al neo entrato un tap-in che vale l’1-1. La Polonia accusa il colpo, forse psicologicamente troppo rilassata dopo l’esito dell’intervallo chiuso in superiorità numerica: la Grecia copre il campo con maggiore diligenza non accusando più di tanto l’uomo in meno, per di più Samaras al 62° spreca di sinistro la clamorosa chance del vantaggio ellenico, mandando in tribuna dopo essere stato pescato egregiamente a tu per tu con l’estremo difensore polacco da una scucchiaiata in area. Al 66° i polacchi provano a scuotersi con un’incornata di Rybus, finita abbondantemente a lato, ma è la Grecia a buttare all’aria la grande occasione per portarsi in vantaggio, fallendo con Karagounis un calcio di rigore procurato da Salpingidis, abbattuto dal portiere Szczesny con un fallo da ultimo uomo che costa inevitabilmente l’espulsione. Da questo momento le due contendenti non fanno registrare occasioni di particolare rilievo, al di là di qualche conclusione a rete non pericolosa e di un destro di Lewandowsky a pochi metri dal vertice di fondo dell’area, finito sull’esterno della rete. Il pareggio sembra tutto sommato un risultato giusto se si considerano l’arrembaggio polacco della prima parte di gara e la grande reazione ellenica della ripresa: due squadre generose sebbene non eccelse tecnicamente, capaci tuttavia di connotare di colpi di scena l’apertura delle danze degli Europei 2012.

Mario Agostino

 

Commenta