L’Italia chiamò: ecco i 32 convocati di Prandelli

by · May 15, 2012

Che sarebbe stata l’Italia dei numeri dieci mancanti, lo avevamo previsto e annunciato su questi stessi schermi, ma che poi diventasse anche l’Italia dei numeri 9 mancanti e delle sorprese in chiave giovanile… lo avremmo considerato tutt’altro che un fattore ad alta probabilità. Ecco l’elenco dei 32 “convocati” diramato dal commissario tecnico Prandelli, numero destinato ad essere scremato, come da regolamento Uefa, entro le ore 12.00 del 29 maggio per ufficializzare i 23 selezionati effettivi che prenderanno parte ai prossimi Europei in Polonia ed Ucraina:

Portieri: Buffon (Juventus), De Sanctis (Napoli), Sirigu (Paris St. Germain), Viviano (Palermo)

Difensori: Abate (Milan), Astori (Cagliari), Balzaretti (Palermo), Barzagli (Juventus), Bocchetti (Rubin Kazan), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Criscito (Zenit San Pietroburgo), Maggio (Napoli), Ogbonna (Torino), Ranocchia (Inter)

Centrocampisti: Cigarini (Atalanta), De Rossi (Roma), Diamanti (Bologna), Giaccherini (Juventus), Marchisio (Juventus), Montolivo (Fiorentina), Thiago Motta (Paris St. Germain), Nocerino (Milan), Pirlo (Juventus), Schelotto (Atalanta), Verratti (Pescara)

Attaccanti: Balotelli (Manchester City), Borini (Roma), Cassano (Milan), Destro (Siena), Di Natale (Udinese), Giovinco (Parma).

Balzano immediatamente agli occhi alcune esclusioni tutt’altro che prevedibili nel parco attaccanti. Innanzitutto la pesante eredità del centravanti, solitamente identificato in maglia numero 9 e legato in Italia a nomi leggendari come Paolo Rossi, Gianluca Vialli, Christian Vieri e Luca Toni, non sarà certamente sulle spalle di Matri, Borriello e Quagliarella, caratterizzati da alti e bassi di rendimento nell’entusiasmante cavalcata scudettata della Juventus. Non sarà sulle spalle di Giampaolo Pazzini, eclissatosi in un’amara annata interista che lo ha visto vedere il campo col contagocce anche a causa del prorompente ritorno al gol del compagno di squadra e reparto, “il Principe” Diego Milito. Bocciato anche Osvaldo, complice un girone di ritorno tutt’altro che esaltante a Roma, sponda giallorossa. Per quanto riguarda il reparto avanzato, spazio allora all’imprevedibilità, in tutti i sensi, di “Super Mario” Balotelli e di “Fantantonio” Cassano, ripresosi dall’ictus ischemico occorsogli lo scorso Ottobre e rientrato un mese e mezzo fa con buoni segnali, sebbene la condizione fisica non possa ancora essere quella dei giorni migliori; fiducia quindi al dinamismo formato mignon di Borini, Di Natale e Giovinco, attaccanti atipici, non certo d’area di rigore, ma spesso letali comunque sottoporta, dannatamente rapidi e difficilmente marcabili, secondo le indicazioni nel nostro campionato. Se Borini e Giovinco avevano avuto segnali incoraggianti da Prandelli durante le ultime uscite della nazionale, per Di Natale si tratta dell’ultima chiamata alla gloria internazionale, benché praticamente annunciata dal CT nelle ultime settimane, in una carriera che volge al termine e nella quale l’azzurro non ha mai brillato.  La sorpresa si chiama invece Mattia Destro, giovane bomber tutto cuore e polmoni nel Siena rivelazione di Sannino: 13 gol ed una chance per convincere Prandelli a trattenerlo tra i 23, data anche l’assenza di altri centravanti con le sue caratteristiche.

Nel segno del vecchio detto “Primo, non prenderle”, Prandelli non ha riservato particolari sorprese nel reparto arretrato. Tra i pali giganteggerà la figura di Buffon, cui saranno pronti a subentrare due tra tre portieri d’assoluta affidabilità, se escludiamo qualche incertezza di De Sanctis nelle ultime uscite del Napoli. In difesa è confermato il trio juventino formato da Chiellini (purtroppo stirato), Bonucci e Barzagli, mentre hanno trovato conferma il colosso italo-africano del Torino, Ogbonna, il fluidificante partenopeo Maggio, i “russi” Criscito e Bocchetti. Interessante capire chi convincerà Prandelli a meritare gli Europei tra Abate, non lucido sul finire della stagione sulla fascia destra nella Milano rossonera, Ranocchia, centrale tanto promettente quanto poco utilizzato nell’Inter, Astori e Balzaretti, affidabili e disciplinati rispettivamente al centro della difesa del Cagliari e sulla fascia sinistra del Palermo ma non certamente avvezzi ai palcoscenici internazionali.

A centrocampo due veterani su tutti, Pirlo e De Rossi, detteranno i ritmi di un reparto in cui Prandelli ha premiato la definitiva maturazione nella Juventus di Marchisio in qualità di stella e di Giaccherini quale utilissimo rincalzo di fascia. Confermato Nocerino, grazie ad un’annata da incorniciare in maglia milanista, così come il “parigino” Thiago Motta e Montolivo, già virtualmente vestito di rossonero dal tecnico del Milan Allegri e ben poco rimpianto nella delusa Firenze del calcio. Ma le vere e proprie sorprese rispondono alle generalità di Marco Verratti (nella foto), ventenne fulcro del centrocampo del Pescara spettacolo di Zeman, Matias Ezequiel Schelotto e Luca Cigarini, rispettivamente ala destra e regista dell’Atalanta dei miracoli: l’unica certezza è che due dei tre saranno di troppo, considerata anche la presenza non certo pronosticata di Alessandro Diamanti, trequartista in forza al Bologna dal mancino dinamitardo e dalla creatività innata.

Mister Prandelli si è distinto indubbiamente per coraggio e indipendenza nel suo discernimento. Sarà il campo, ancora una volta, a sancire la bontà delle sue scelte ma, se non altro, la sua scommessa imperniata sul talento e il dinamismo dei giovani appare gesto tutt’altro che prevedibile per un paese come l’Italia, così restio a rinnovare protagonisti e dirigenti nell’ambito delle sue istituzioni e attività produttive. “I giovani sono come le rondini, annunciano la Primavera” affermava mezzo secolo fa Giorgio La Pira, indimenticato padre costituente e sindaco della rinascita di una Firenze in ricostruzione: in attesa di capire quanto sarà vincente la “linea verde” proposta da Prandelli, ci auguriamo che la Primavera del calcio italiano torni a fiorire a partire da questo gruppo. In fondo, c’è bisogno di un’altra Giovine Italia: coraggio azzurri, l’Italia chiamò.

 

Mario Agostino

Categoria: Italia, news

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Discussion11 Comments

  1. Bell’articolo, Mario.
    Spero solo che Prandelli abbia piena coscienza di ciò che fa: a questi livelli, così come in campo internazionale per le squadre di club, conta moltissimo il carattere che è dettato dall’esperienza. Non mi sembra che in questa italia ci siano troppi “senatori” in grado di poter trascinare la squadra in momenti difficili. Anche gli attaccanti, nonostante le qualità che sicuramente hanno, non mi mandano granché in estasi. Sì, abbiamo Balotelli, abbiamo Giovinco, Di Natale, Cassano, ma non sono convinto al 100% della loro affidabilità. Non so, forse sarò io che devo abituarmi ai tempi che cambiano e ci impongono di puntare sui giovani (non possiamo rimanere attaccati ai nomi altisonanti dei vecchi campioni), chissà.
    Certamente Prandelli ha preso i migliori che c’erano in questo momento, quindi al limite la colpa è da ricercare nel calcio italiano che s’è abbassato di livello, però ecco, non sono troppo fiducioso.
    Dirò così solo per scaramanzia?

  2. Maurizio says:

    ma marchetti???
    sicuramente e` un portiere piu forte e molto piu affidabile di viviano! e secondo me pure di sirigu..
    come mai non e` stato convocato??

  3. max says:

    Prandelli ma in attacco abbiamo tutti nani molto leggeri…chi è che va a fare a spallate per tener su la palla e smistare quando qualche squadra ci schiaccierà
    dietro??ma….

  4. Francesca says:

    Ma mi spiegate perche’ insistono a convocare uno come Di Natale che agli ultimi mondiale ha fatto schifo per non dire pena??

    • Carlos says:

      ricorda che Di Natale e stato chi ha fatto piu per la nazionale il mundiale passato, giocco apena 10 minute al finale e ha fatto 2 gole, e per la qualificazione ha fatto piu che li altrii aparte che sta in buona forma. (scusa il mio italiano)

  5. Carmen says:

    Bello il riferimento a Giorgio La Pira. è vero: lasciamo spazio ai giovani, a cominciare dal calcio, ma non solo…

  6. Elisabetta says:

    Cara Francesca, Di Natale è l’unico giocatore italiano che fu inserito della lista dei papabili per il pallone d’oro. Se uno non è stato all’altezza una volta, non vedo perché non dargli una seconda chance. Visto e considerato che è stata convocata gente che ne ha fatte di cotte e di crude dentro e fuori dal campo.

  7. Enrico says:

    A francesca: Di Natale è fantastico!!! È stato capocannoniere o quasi negli ultimi 3 campionati, e poi nel 2010 tutta la nazionale ha fatto cagare, quindi dovremmo lasciarli tutti a casa quelli dell’ultimo mondiale?
    Comunque per me spero di vedere sia giovinco che balotelli titolari, perchè il primo è straordinario, mentre il secondo anche se matto, prandelli riuscirà a metterlo in riga a mio parere!

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