Le jour de gloire est arrive’! La Francia assalta il primato

by · June 19, 2012

Madame et messieurs, la France! Basterebbe quest’espressione per presentare la Francia e ciò che rappresenta per noi italiani. Definiti i nostri cugini, parenti non troppo lontani legati a noi da uno strano e complicato rapporto d’amore e odio, di rispetto e derisione, di estrema competitività associata alla sportività. Sebbene non sia ancora considerato avvincente come quello di altre nazioni, dal campionato francese abbiamo visto migrare nei nostri campionati alcuni dei più grandi interpreti della storia del calcio come Zinedine Zidane, David Trezeguet e Michel Platini, simboli e trascinatori di una Nazionale francese che paradossalmente ha sempre rappresentato invece una compagine di alto valore tattico e fisico. Figli di un nutrito melting pot, erede di un passato non troppo lontano di colonizzazioni in terra nordafricana, che tuttora unisce nella stessa squadra giocatori di varie etnie, Les Bleus vengono da un decennio che li ha visti fregiarsi di numerosi e importanti titoli internazionali. La Francia di fine anni ‘90 vedeva giganteggiare colossi come Barthez, Lilian Thuram, Patrick Vieira, Henry, Zinedine Zidane, Trezeguet, Wiltord… nomi capaci di evocare brividi alla sola pronuncia, soprattutto ripensando a quella fatidica e beffarda finale di Euro 2000 nella quale l’Italia venne raggiunta allo scadere di partita e sconfitta dal Golden Gol dell’allora juventino Trezeguet. Già vincitrice del campionato del mondo nel 1998 e di due Confederations Cup consecutive (2001/2003), i galletti hanno arrestato la scintillante corsa ai trofei in quel magico 9 Luglio 2006, giorno in cui l’Italia vinse i Mondiali ai rigori nonché data della fine ingloriosa della carriera di Zidane, per la testata ai danni di Materazzi.

Dopo il discusso periodo dell’allenatore Raymond Domenech, orientato a scegliere i suoi anche in base all’oroscopo e alle parentele, alla guida della Nazionale transalpina è arrivato Laurent Blanc, già libero dell’Inter di Marcello Lippi, il quale ha cercato di restituirle vigore rinnovando definitivamente la rosa:

Portieri: 1 – Hugo Lloris, 25 Anni (Olympique Lione); 16 – Steve Mandanda, 27 (Olympique Marsiglia); 23 – Cedric Carrasso, 30 (Bordeaux);

Difensori: 3 - Patrice Evra, 31 (Manchester United); 4 – Adil Rami, 26 (Valencia); 5 – Philippe Mexes,30 (Milan); 13 - Anthony Reveillere, 32 (Olympique Lione); 21 – Laurent Koscielny, 26 (Arsenal); 22 - Gael Clichy, 26 (Manchester City);

Centrocampisti: 2 – Mathieu Debuchy, 26 (Lilla); 6 – Yohan Cabaye, 26 (Newcastle United); 11 - Samir Nasri, 24 (Manchester City); 12 – Blaise Matuidi, 25 (Paris Saint Germain); 14 – Jeremy Menez, 25 (Paris Saint Germain); 15 - Florent Malouda, 32 (Chelsea); 17 - Yann M’vila, 21 (Rennes); 18 - Alou Diarra, 30 (Olympique Marsiglia); 19 - Marvin Martin, 24 (Sochaux);

Attaccanti: 7 - Franck Ribery, 29 (Bayern Monaco); 8 – Mathieu Valbuena, 27 (Olympique Marsiglia); 9 - Olivier Giroud, 25 (Montpellier); 10 – Karim Benzema, 24 (Real Madrid); 20 - Hatem Ben Arfa, 25 (Newcastle United).

E’ rilevante notare con curiosità come il Paris Saint Germain, la squadra capitolina, abbia contribuito ad apportare solo un paio di giocatori in Nazionale (Jeremy Menez e Blaise Matuidi): dato interessante soprattutto considerando le capacità finanziarie che la squadra possiede da quando è proprietà della ricca compagnia aerea Qatar Airways. Proprio l’ex romanista è stato l’artefice del primo gol contro l’Ucraina di Shevchenko nella partita vinta dai galletti per 2 a 0. I Bleus, che venivano da un deludente e poco entusiasmante pareggio nella partita inaugurale contro l’Inghilterra, sono rusciti a rialzare la china e a compiere un importante passo verso il passaggio ai quarti di finale: traguardo “storico” considerando che la Francia nei 5 anni successivi alla sconfitta mondiale non era più riuscita a superare lo scoglio del primo girone nelle successive competizioni. Lo schema offensivo col quale la compagine francese scende abitualmente in campo è un equilbrato 4-2-3-1 con l’estremo difensore Hugo Lloris fra i pali. La porta francese, dopo lo spinoso caso del portiere Sebastien Frey che non veniva convocato per divergenze tecniche e personali con l’ex allenatore, ha finalmente un estremo difensore affidabile e, seppur giovane, ricco d’esperienza: a lui è affidata anche la fascia di capitano. Difesa solida e d’esperienza – che farà a meno dell’infortunato Bakary Sagna – con la convocazione a sorpresa del milanista Philippe Mexes e Adil Rami, con al loro fianco il neo campione d’Inghilterra Gael Clichy e Mathieu Debuchy, già nel mirino di alcune grandi europee tra cui l’Inter.

Centrocampo “napoleonico” con les enfants terribles Samir Nasri, già autore del gol con annessa polemica nell’1 a 1 contro gli inglesi, lo Scarface bavarese (soprannome dovuto alla sua vistosa cicatrice sul volto) Franck Ribery, vero ispiratore dell’offensiva transalpina, e l’ex romanista Jeremy Menez. Esclusi Yoann Gourcuff e Ben Arfa, per contrastare il gioco avversario e consentire le ripartenze francesi Laurent Blanc si affida all’interdizione di Alou Diarra, Florent Malouda e Yann M’vilanonostante quest’ultimo sia apparso sottotono nelle prime due apparizioni europee. Se ogni squadra ha il proprio valore aggiunto su cui puntare, quello della Francia è senza ombra di dubbio il madridista di passaporto algerino Karim Benzema (nella foto sopra), giocatore di primissima fascia dotato di precisione, ottimo controllo di palla e grandi capacità realizzative. Poco considerato dal precedente allenatore, il quale non lo chiamò per disputare i Mondiali Sudafricani, l’attaccante ha adesso la possibilità di esprimere al meglio tutte le sue potenzialità e di ritagliarsi un posto da protagonista in questi Europei.

Costituta da giovani talenti, giocatori ormai conosciuti nel panorama internazionale e nuove promesse, la Francia si trova già a un bivio importante della sua storia: l’Europeo può essere il suo trampolino di lancio e vincerlo vorrebbe dire rilanciarsi dopo anni passati alla storia solo per gli ammutinamenti da spogliatoio e i “colpi di testa” (non al pallone come si converrebbe). Può essere il canto del gallo… pardon, del galletto, che dà gli ordini di prima mattina: svegliatevi, là fuori, le jour de gloire est arrivé!

Alessandro Testa e Mario Agostino

 

 

Categoria: Francia, news

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Discussion1 Comment

  1. azzurrodentro says:

    Per come la vedo io la grande Francia della vittoria del Mondiale 1998 e della Finale2006, dell’Europeo del 2000 e delle due Confederation Cup 2001 e 2003 ruotava tutta intorno ad un campione dalla classe assoluta e cristallina dal nome Zinedine Zidane. Dopo il suo ritiro per loro solo magre figure; 1 punto nel girone iniziale di Euro 2008, 1 punto nel girone iniziale del mondiale 2010. Inguardabili contro l’Inghilterra, poca roba contro l’Ucraina. Ben vengano domenica contro di noi, non ne vedo l’ora!!! ;)

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