La Germania infrange il sogno greco: 4-2

by · June 23, 2012

 

Certe cose, succedono solo nelle favole… o forse succedono una volta ogni 2.500 anni: la piccola Grecia deve inchinarsi alla grande Germania. Troppo forti i tedeschi, implacabili davanti alla signora Merkel, orgogliosa in tribuna: l’aquila tedesca formato imperiale non ha forse garantito l’annunciata partita perfetta, ma di poco vi si è discostata. Schierata secondo il prediletto modulo 4-2-3-1, la compagine  tedesca si è imposta per 4-2 senza patemi d’animo sui modesti greci, anch’essi schierati come da copione ed arrivati con motivazioni straordinarie per le vicissitudini extracalcistiche richiamate da uno scontro diretto che poneva il fanalino d’Europa contro la locomotiva principale del Vecchio continente. Ecco il tabellino registrato al triplice fischio:

Marcatori: 39’pt Lahm (Ger), 10’st Samaras (Gre), 16’st Khedira (Ger), 23’st Klose (Ger), 29’st Reus (Ger), 44’st Salpingidis (Gre) rig.

Germania (4-2-3-1): Neuer; J.Boateng, Hummels, Badstuber, Lahm; Khedira, Scchweinsteiger; Reus (35’st Gotze), Ozil, Schurrle (22’st Muller); Klose (35’st Gomez) (Zieler, Wiese, Schmlezer, Howedes, Mertesacker, Gundogan, L.Bender, Kroos, Podolski).

Grecia (4-3-2-1): Sifakis; Torosidis, Papadopoulos, Papastatopoulos, Tzavellas (1’st Fotakis); Maniatis, Katsouranis, Makos (27’st Liberopoulos); Ninis (1’st Gekas), Saplingidis; Samaras (Chalkias, Tzorvas, Malezas, Fortounis, Fetfatzidis, Mitroglou). All.Fernando Santos.

Arbitro: Skomina (Slo).

Ammoniti: Samaras (Gre) e Papastatopoulos (Gre) per comportamento non regolamentare.

Alla piccola Grecia sarebbe servita un’impresa eroica, come avevamo previsto a metà tra il fascino evocato dall’impresa pressoché impossibile e la speranza romantica. Il proverbiale coraggio greco, la scorsa notte non è bastato per protrarre il sogno europeo ellenico, infranto da una Germania che il tecnico Joachim Low ha stravolto nei nomi chiamati a costituire l’assetto offensivo: relegare insieme in panchina Muller, Podolski e il bomber Mario Gomez è una mossa a dir poco stupefacente ma i giovanissimi sostituti prescelti, Marco Reus, Andre Schurrle, e “il grande vecchio”, Miro Klose, non sfigurano. Fernando Santos dal canto su sopperisce all’assenza dello squalificato capitano Karagounis con l’inserimento del talentuoso Ninis, largo a destra e sceglie di rinunciare al “cecchino” Gekas, proponendo Samaras unica punta.
La Germania prova a sfondare fin dalle prima battute ma passa solo in fuorigioco con Shurrle, giustamente colto in off side sul suggerimento di Reus al 3′. Con una Grecia chiusa a riccio, la Germania infittisce il fraseggio per vie orizzontali, così al 23′ apre la prima breccia: azione volante firmata Reus e Klose che libera Ozil per un rigore in movimento, ma il trequartista calcia in bocca a Sifakis in uscita bassa. Subito dopo lo stesso estremo difensore greco sale in cattedra: al 24′ devia in tuffo il destro dal limite di Reus, mentre sul conseguente corner Klose manca l’appuntamento con il vantaggio di un attimo. Al 26° lo stesso Klose imbecca Ozil liberato al tiro, ma il destro da buona posizione si spegne a lato. Al 32′ arriva l’unico acuto ellenico: Ninis fa partire un diagonale dal vertice destro dell’area che crea qualche apprensione a Neuer. A togliere i crauti dal fuoco ci pensa però per la Germania il capitano Lahm (nella foto sotto) prima dell’intervallo: ricevuta palla sulla fascia sinistra, il terzino si accentra esplodendo dai venti metri un gran destro che gonfia la rete dell’incolpevole Sifakis. Nel recupero un’altra sventola dai 25 metri, questa volta marchiata dal destro di Schurrle, finisce di poco a lato.

Nel secondo tempo la Grecia avvicenda i suoi aculei offensivi: Tzavellas-Ninis e Gekas-Fotakis per crederci formando un tridente con Saplingidis a destra, Samaras a sinistra e Gekas centrale. La Germania non affonda il colpo, così la Grecia perviene clamorosamente al pareggio con un contropiede fulmineo: al 10′ Fotakis rilancia sulla destra Salpingidis il quale innesca nell’area piccola Samaras, lesto ad anticipa Boateng ed infilare Neuer. Le speranze greche si rinvigoriscono tuttavia solo per sei minuti: la Germania torna in vantaggio con un’azione accerchiante: Boateng crossa da destra per un dirompente Khedira che infila un gran destro al volo sotto la traversa, suggellando una prestazione da incorniciare. Da questo momento, ogni folata teutonica fa traballare la retroguardia ellenica, ma il 3-1 arriva su corner al 23°: Sifakis va a farfalle in uscita e Klose non perdona di testa chiudendo virtualmente i conti. Alla mezz’ora la difesa colabrodo greca consente però anche il poker agli avversari: imbeccato in verticale, Klose calcia sul portiere in uscita ma sulla ribattuta Reus fa partire un missile terra-aria che vale il 4-1, dando pieno merito alle audaci decisioni del tecnico Loew. Alla Grecia resta l’onore di un ultimo sussulto, tradotto nel rigore fischiato allo scadere per un “mani” di Boateng: dal dischetto Salpingidis regala l’ultima immagine memorabile ai suoi tifosi, spiazzando Neuer, ma la partita e l’Europeo della Grecia finiscono qui. Sì, troppo forte per la pur coraggiosa Grecia, uscita a testa alta, questa Germania, la quale ora aspetta in semifinale la vincente tra l’inghilterra e la nostra Italia.

Mario Agostino

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