Guida al gruppo A: occhio agli outsider!

by · June 3, 2012

Tre allori continentali e l’onere di giocare come paese ospitante. Questo, in breve, il quadro del gruppo A degli Europei di calcio che, erroneamente, viene definito da esperti e non come il gruppo dalla qualità complessiva più scadente. Polonia, Russia, Repubblica Ceca e Grecia forse non stimolano la fantasia dei tifosi, ma sarebbe un grave errore snobbarle. Anzitutto, la storia calcistica parla a loro favore, perché tre di queste quattro squadre hanno iscritto il loro nome nell’albo d’oro dei vincitori. La Russia, semifinalista quattro anni fa in Austria e Svizzera, ha vinto nel 1960 come Unione Sovietica la prima edizione del campionato europeo, riuscendo ad andare in finale anche nel 1964 e nel 1988, in quest’ultimo caso battendo la nostra nazionale con un perentorio 2-0. La Repubblica Ceca, con ancora il nome Cecoslovacchia, trionfò nell’edizione del 1976 superando nientemeno che la Germania Ovest in finale ai calci di rigore, con il penalty decisivo calciato da Antonin Panenka che beffò il mitico Sepp Maier con il primo “cucchiaio” nella storia del calcio: dopo questa storica affermazione arrivò nel 1996 un’altra finale, ancora con la Germania, questa volta persa 2-1 grazie al Golden gol di Oliver Bierhoff. La favola della Grecia di Otto Rehhagel, poi, non può non rimanere impressa nei cuori e nelle menti degli appassionati di calcio: inanellando una serie di imprese memorabili e battendo in serie Francia, Repubblica Ceca e Portogallo, gli ellenici riuscirono a vincere gli Europei del 2004 contro ogni pronostico, con una difesa di ferro e i gol decisivi dell’ariete Charisteas. La Polonia, alla seconda partecipazione consecutiva ai campionati europei di calcio, si troverà invece ad essere sospinta da una nazione intera per andare più lontano possibile e provare a rinverdire i fasti di una squadra che, tra anni ’70 e ‘80, annoverava giocatori del calibro di Boniek, Zmuda, Lato e i portieri Mlynarczyk e Tomaszewski, ottenendo risultati di prestigio tra i quali due terzi posti ai Mondiali del 1974 e del 1982.

Il "cucchiaio" decisivo di Panenka

Passando dalla storia al presente, il gruppo A si presenta come uno tra i più equilibrati dell’Europeo. Mancando la grande squadra in grado di “ammazzare” il gruppo, infatti, i giochi si presentano piuttosto aperti. I padroni di casa della Polonia, che giocheranno la partita inaugurale giorno 8 contro la Grecia, potranno contare sul grande entusiasmo del pubblico di casa e sulla mira dell’infallibile cecchino Robert Lewandowski, campione di Germania col Borussia Dortmund e autore di 22 gol nell’ultima Bundesliga. Le qualità della Russia si sono evidenziate nella partita amichevole disputata l’altro ieri contro l’Italia: squadra corta, aggressiva, capace di un grande movimento sugli esterni, con i due folletti Dzagoev e Arshavin a innescare l’unica punta Kherzakov. La Repubblica Ceca, dopo il lavoro di svecchiamento della rosa portato avanti dal selezionatore Michail Bilek, può contare su giocatori di qualità e classe quali il portierone Peter Cech, campione d’Europa con il Chelsea, e l’estroso ma fragile Tomas Rosicky, mentre in attacco accanto all’esperto Milan Baros scalpita Tomas Necid, gigante di 190 cm dalle buone abilità tecniche, considerato un giocatore dal sicuro avvenire. La Grecia, infine, potrà contare sui piedi buoni di una vecchia conoscenza del nostro calcio, quel Giorgios Karagounis che ha vestito la maglia dell’Inter dal 2003 al 2005 e che, con la sua esperienza, proverà a trascinare gli uomini del ct Fernando Santos a un nuovo miracolo. Attenzione anche alla potenza dell’attaccante del Celtic Giorgios Samaras e al trequartista Sotiris Ninis, classe 1990, appena acquistato dal Parma e dotato di grandissima tecnica, tanto da essere soprannominato il “Messi di Grecia”.

Il cannoniere polacco Lewandowski

Prepariamoci dunque a sfide aperte, tirate, dal pronostico difficilissimo. E attenzione, qualsiasi esse siano, alle due vincitrici di questo girone. La storia dei campionati europei, infatti, è sempre stata piena di grandi sorprese: occhio agli outsider, quindi.

Giorgio Tosto

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