Euro 2012: Spagna e Germania in pole, ma i giochi sono aperti

by · April 27, 2012

Soltanto quarantadue giorni ci separano dall’inizio degli europei di calcio in Polonia e Ucraina. Giorno 8 giugno, alle 18.00, Polonia e Grecia daranno il via a una manifestazione che milioni di persone, in Europa e nel mondo, aspettano con trepidazione.

E a onor del vero, è difficile credere che non sarà uno spettacolo di alto livello. Le statistiche, i numeri, le classifiche e gli eventi parlano chiaro: oltre ad avere una Spagna campione in carica d’Europa e del mondo, non si può dimenticare che tre delle quattro finaliste della passata edizione dei campionati del mondo (2010) sono nazionali europee: ovviamente la Spagna, vincitrice in finale sull’Olanda, e la Germania, classificatasi terza dopo aver sconfitto 3-2 l’Uruguay del maestro Oscar Tabarez nella “finalina” per il terzo e quarto posto.

Nel Rankig della Fifa attualmente sette nazionali europee fanno parte della blasonata top ten, mentre purtroppo l’Italia è scivolata al dodicesimo posto, addirittura dietro la Russia. Delle sedici nazionali presenti agli europei, soltanto i padroni di casa, (Polonia e Ucraina) e la Repubblica Ceca sono fuori dalle prime venti posizioni della stessa classifica. Insomma, sembrano esserci tutti gli ingredienti per un campionato spumeggiante e aperto a possibili risultati sorprendenti.

Malgrado tutti i bookmakers (esempio: i bookmaker PaddyPower) e molti siti scommesse siano concordi nel’assegnare a Spagna e Germania le maggiori probabilità di aggiudicarsi il torneo (rispettivamente quotate a 3,5 e a 4), molte altre squadre si inseriscono di diritto nel novero dei potenziali candidati al titolo. In primo luogo l’Olanda, (quotata a 8,5) e a seguire l’Inghilterra di Stuart Pearce (quotata a 10). Poi particolare attenzione a Francia e Italia; oltre a doversi riscattare dalle prestazioni assolutamente fallimentari dei mondiali in Sudafrica, entrambe le squadre appaiono rivitalizzate, quantomeno dal punto di vista mentale, dalle gestioni Blanc e Prandelli. Infine, attenzione agli outsiders; in molte competizioni calcistiche non è lecito meravigliarsi nel vedere la “squadra sorpresa”. Fu così con la vittoria della Danimarca ai campionati europei del 1992 o con la vittoria della Grecia nell’edizione del 2004.

O ancora, il sorprendente Uruguay di Tabarez, giunto sino alle semifinali dei campionati del mondo del 2010. E allora, a chi spetterà questa volta rivestire questo ruolo? Ad ognuno di voi le proprie considerazioni e impressioni. Cè chi magari sarà colpito, più emozionalmente che altro, dall’Irlanda del Trap o magari dalla Svezia trascinata da Ibrahimovic. O chi, come il sottoscritto, guarderà con interesse alla strada del Portogallo. Una nazionale sempre densa di grandi individualità e con un Cristiano Ronaldo possibilmente motivato a dimenticare in fretta l’amara eliminazione dalla Champions League.

Gabriele Pulvirenti

Discussion3 Comments

  1. Andrea says:

    Ottimo articolo, è in perfetta linea col mio pensiero. Oggi il calcio europeo è cambiato tanto e quindi è lecito aspettarsi la vittoria di una squadra alla vigilia non favorita.

  2. Salvo says:

    Io credo che come ci ha insegnato questa champion’s, alla fine la spunterà qualche squadra rivelazione o cmq non favorita. Certo i campioni spagnoli fanno ancora paura e hanno tutti i mezzi per bissare l’europeo…la germania riesce sempre ad andare in finale anche se i nomi non sembrerebbero favorirla.
    Spero in cuor mio di vedere una bella italia, e come si dice in questi casi…che vinca il bel gioco!

  3. Salvo Pappy says:

    Gli ultimi risultati calcistici ci danno un dato importante. Un dato che avevo comunicato sottovoce al nostro caro amico Conte Agostinho e che, pur avendo una sua logica, subisce (naturalmente) i limiti della mancanza di una controprova.

    Il dato mi sovvenne quando un’Inter ancora ancòrata sul trono italiano riusciva a scalare quello, ben più difficile, del vecchio continente. Ed il dato è tanto banale e semplice quanto rodato e stocastico. Chi corre di più, ha più probabilità di vincere.

    Nell’era del gioco veloce, dell’occupazione più rapida degli spazi e del possesso palla, spuntano due squadre (forse agli antipodi) in finale di Champions. L’una sembrava l’avversaria della semifinale dell’altra: il Chelsea basato su una solidità difensiva non molto diversa da quella dei blancos ed il Bayern, invece, poggiato su un solido possesso palla ed il guizzo delle loro stelle che solo i blaugrana possono risparmiarsi di invidiare. Ma cos’avevano in comune le squadre che sono passate in finale (oltre un po’ della proverbiale fortuna, che non guasta mai)?

    Semplice: la corsa.

    Correre più degli avversari ti permette di colmare un gap tecnico, di mettere pressione sugli avversari (che devono necessariamente alzare il ritmo se vogliono superarti) e di occupare meglio gli spazi.

    Naturalmente quest’analisi scritta così risulta abbastanza superficiale, sicuramente altri fattori concorrono alla buona prestazione di un team: la tattica, la strategia, i campioni ecc.
    Ma ciò che si è voluto sottolineare con questo commento è che…chi ha più fame (probabilmente) vince, anche contro squadre più forti.

    Quindi…stop alla Nutella come sponsor della nazionale -..-

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