Balotelli, talento al bivio tra le stelle e le stalle

by · April 14, 2012

Prandelli lo aveva già avvisato, ripetutamente, l’ultima volta a Febbraio, ma Mario Balotelli non ce l’ha fatta. Si è fatto nuovamente cacciare dal campo dopo essere andato per l’ennesima volta in escandescenza, beccandosi stavolta ben tre giornate di squalifica, con tanto di condanna definitiva da parte del tecnico Roberto Mancini, suo ultimo baluardo difensivo oltremanica, dove i media gozzovigliano sulle peripezie del talento nostrano. Mario soffre di quella strana apatia mista a presunzione che sembra talvolta ottenebrare le menti dei più grandi artisti. Certo, lui non è chiamato ad usare scalpello o pennello, bensì a gestire e calciare un pallone. Forse non è un’arte canonicamente annoverata tra le più nobili, eccepirete, ma certo è attività che fa sussultare il cuore degli italiani come ben poche altre questioni di stampo nazionale. Per questa ragione, i risvolti delle sue bizze dentro e fuori dal campo sono divenuti argomento d’ordinaria amministrazione ma forse, al di là del gossip di dubbio gusto che lasciamo ad altre pubblicazioni, ciò che appare evidente è il clamoroso spreco di quello che appare un patrimonio assoluto del calcio mondiale. Perché parlare di patrimonio? Analizziamo in breve il calciatore in questione.

 

Balotelli deve evidentemente la sua struttura fisica ad origini africane, che ne connotano un fisico scultoreo, dotato di fibre straordinariamente elastiche e potenti sul piano muscolare: questo ragazzo gode di una leggiadria mista a potenza atletica indubbiamente rara nella stragrande maggioranza stessa dei colleghi addetti ai lavori. Gode di ottimo tempismo per gli inserimenti in area, colpisce di testa con forza e precisione ed è difficile da spostare grazie alla suddetta prestanza fisica. Oltre a contare su uno scatto temibile per tutti, è capace di sviluppare grande velocità sulle lunghe distanze nonostante una tecnica di corsa ulteriormente migliorabile, come gli allenatori di atletica non hanno mancato di sottolineare persino nei confronti dello stesso inarrivabile Husain Bolt (peraltro giustamente, data l’evoluzione di rendimento in termini di tempi registrati), cui Balotelli è accostabile per qualche velata somiglianza strutturale. Mario calcia senza remore con entrambi i piedi ma il suo destro è capace di sprigionare bordate tanto potenti quanto precise anche da distanze insospettabili: calcia anche da fermo e secondo svariate soluzioni, non disdegnando il collo del piede quanto il piattone e l’esterno. Nonostante l’età, non soffre l’emozione dei grandi palcoscenici né il timore della giocata di classe, sia essa il colpo di tacco o il dribbling di fino, ennesima freccia nella sconfinata faretra del suo repertorio tecnico, che possiamo ammirare in questo video.

Come peraltro talvolta la storia del calcio ha palesato, quando l’atleticità nera è corredata da innato talento e incrocia la sagacia tattica di stampo europeo, il calcio si arricchisce di figure che scolpiscono la sua storia: pensate a George Weah, Patrick Vieira o Samuel Eto’o, tanto per accennare a fuoriclasse del calcio moderno, ma non dimenticate sua maestà Pelè, la cui struttura fisica era comunque di origine africana…

Come può dunque un giocatore simile dilapidare un patrimonio tecnico-atletico tanto raro e perdersi nei meandri dei suoi stessi capricci e dei suoi estemporanei gesti avventati? Eppure Mario ha già esibito a sprazzi simpatia e obbedienza, così come attenzione alla solidarietà e alle regole. Dunque un Super Mario possibile esiste, lo abbiamo visto. Al momento tuttavia Super Mario è prigioniero di un Marietto sconsiderato e a rischio, indisciplinato e irriverente, a tratti irritante. Così, un atleta potenzialmente eccezionale, prototipo del calciatore perfetto tagliato per il calcio moderno, letale per gli avversari e giocoliere ad alto contenuto fisico, è fermo al palo. Bloccato come da una paranoia tanto immotivata quanto sconosciuta agli altri, che lo porta sovente a mostrarsi insofferente tanto alle regole dello spogliatoio quanto a quelle societarie, Mario è chiamato ad affrontare l’avversario più ostico e finora imbattuto, sé stesso. Le prossime settimane ci diranno se Prandelli sarà disposto a scommettere ancora su Balotelli ma, per una ragione artistica di respiro mondiale, è bene che qualche istrionico telecronista possa dire per la prima volta e magari tante altre volte ancora: StraordiMario Balotelli!

In attesa di capire se l’anatroccolo si leverà quale cigno nazionale in grado di volare sontuoso, l’augurio di tutti gli sportivi, soprattutto connazionali, rimane lo stesso, abusato ed immutato: metti la testa a posto SuperMario.

Mario Agostino

Categoria: Italia, news

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Discussion14 Comments

  1. Salvo Pappy says:

    Quello dello spreco del talento è un argomento che attanaglia la psicologia e gli esperti del comportamento umano da molti anni. Basti pensare in passato a molti artisti (scultori, pittori ecc.) che usavano “sballarsi” per poter creare le loro opere. Ma la domanda che sorge spontanea è: tali fenomeni naturali avevano bisogno di tormentare/modificare il proprio corpo con tali sostanze?

    Anche qui il dibattito potrebbe durare più di qualche decina di lustri e, probabilmente, non se ne verrebbe mai a capo. Sarebbe come pensare che Maradona riusciva a fare quel che faceva solo perchè si drogava. Non avremo mai la controprova e tutto si consumerebbe nel più classico dei giochi: “se…”.

    Nel caso di altri campioni, come il suddetto Balotelli, ma anche come un tale di nome Antonio Cassano, non sono le sostanze che modificano/migliorano le prestazioni, ma una serie di modelli mentali. Tali modelli mentali, spesso fuori dagli schemi, sono gli stessi che si attivano quando il piede destro di SuperMario ha, attraverso una genialata, rotto l’equilibrio in campo. Il talento di vedere al di fuori degli schemi è caratteristico dei geni, dei leaders e degli artisti. Per loro lo “spazio problematico” è minore rispetto allo “spazio risolutivo efficiente”: hanno una visione d’insieme che permette loro di cogliere il “problema” da una prospettiva differente, più ampia. D’altronde si dice che non si può risolvere un problema con la stessa mente che lo ha generato.

    Naturalmente non si può essere dei fenomeni se non si hanno delle pause da quei momenti di “eccellenza”. La definizione del vocabolario di “fenomeno” (vado a memoria e intuito) definisce tale un qualcosa che è differente dall’usuale e per questo dà nell’occhio e cattura l’attenzione.

    Una qualità d’eccellenza abbisogna quindi di una gestione psicologica non indifferente. Spesso questi campioni sono prigionieri del loro genio e si crogiolano nel loro illusorio apice della prestazione: non si rendono conto dei margini di miglioramento che hanno e si cullano del loro talento. Come quando a scuola qualcuno non cominciava inuitivamente a risolvere dei problemi algebrici e cominciasse a ritenere inutile lo studio delle nozioni.

    La gestione dei “fuoriclasse” necessita di un sapone ph 5.5: di un contatto che non sterilizzi le caratteristiche peculiari e, d’altro canto, non ne ingrassi gli aspetti negativi. Necessita di una pulizia quotidiana e di una cura certosina. Forse è per questo che solo lo Specialone riuscì a gestire una testa calda come il Balo.

    Un’altra considerazione riguarda quello che in psicologia viene chiamato “autohandicap”. In alcuni casi una persona ritenendo facile il compito da eseguire e non sopportando la possibilità del fallimento, si costruisce degli ostacoli per poterne, allorchè si verifichi l’esito negativo, uscire senza intaccare il proprio IO. D’altro canto, nel caso (solito) di sito positivo, può ringraziare ancora una volta il suo talento ed esibirlo si più. E’, forse, questo il caso di un SuperMario che prova il colpo di tacco solo davanti al portiere, anzichè piazzare facilmente la palla.

    In conclusione ritengo il talento di SuperMario, così come quello di FantAntonio o del Diego, un talento che può (avrebbe potuto) dare molto di più se solo il suddetto Balo si accorgesse di ciò che ha. Ma questo, è un altro gioco…

  2. virginia says:

    che classe! altro che redazionali calcistici freddi e cronistici.. è un pezzo dettagliato e allo stesso tempo creativo, esaudiente e divertente! E soprattutto penso che tu sia il primo che è riuscito a farmi leggere un articolo che parla di sport. E non mi sono annoiata per niente…

  3. Cristian says:

    mi è piaciuta la descrizione delle qualità del giocatore, e l’accostamento con un idolo di gioventù come George Weah, SuperMario forse è più tecnico, George era decisamente superiore atleticamente (anche se come hai scritto te, Balotelli ha ancora tanti margini di miglioramento sotto il profilo atletico)

  4. Gioele Bellucci says:

    quasi poetico
    finalmente qualcuno che ha evidenziato i due lati di mario non solo quello del casinista,bisogna ricordare che è un talento esplosivo da giovanissimo…e da giovanissimo ricoperto d’oro…letteralmente.-…..Mettiamoci nei suoi panni…..venerato per le sue giocate si ma continuamento criticato,offeso,giudicato……a quell’età ci sta di perdere la testa in quegl’ambienti…ci vorrebbe un allenatore che lo istradasse e lo guidi….e ripeto…allenatore…non Mancini

  5. Paroteng says:

    Questo codice etico rischia di togliere alla nazionale campioni del calibro di SuperMrio Balotelli,e non possiamo permetterci,ora come ora che un campione cosi non giochi in nazionale.
    Certo,deve mettere la testa a posto,però lo deve fare giocando,soprratutto nella nostra nazionale,SuperMario ha la stoffa del campione,la sua classe insieme alla sua potenza fisica,e a quel carattere decisamente anticorrente, fanno di lui una bomba,che appena riuscirà ad esplodere in tutta la sua classe, saranno problemi per tutti.
    Vai SuperMario!

  6. Paolino says:

    Nella stagione 98-99 la Fiorentina si stava giocando un possibile, storico, terzo scudetto, quando andò a giocare a Roma contro la Lazio.
    Penultima giornata del girone d’andata: sullo 0-0, prima del decisivo uno-due biancoceleste, Oliveira ebbe il pallone buono per sbloccare il risultato. Serpentina mirabile e, sul più bello, da due passi, botta devastante di sinistro: traversa piena. Quel tiro poteva cambiare la partita e la stagione viola.
    Io ero andato a vedere il match da un mio amico. Salotto pieno e soliti commenti tecnici tecnicamente scadenti. Babbo Pierluigi, padrone di casa, scosse la testa sconsolato: “Dio non poteva dargli tutto:se hai il fisico, non hai la testa”.
    Ecco: quel commento ha toppato di una decina d’anni: se Balotelli ha quel fisico, quei piedi e Raffaella Fico, non può avere anche il cervello.
    Detto questo, agli europei in Ucraina ce lo accompagno pure in motorino.

  7. Andre says:

    Le indiscusse capacità tecniche e fisiche non sono secondo me l’oggetto più interessante di questo articolo. Non lo è neanche il fatto che possa o meno far parte della nazionale. Non lo è neanche la speranza che noi italiani culliamo che un ragazzo metta la testa a posto. Credo che ci sia un fondo di egoismo calcistico e nazionale nel volere che una persona come Balotelli dal background travagliato, metta prima di un europeo la testa apposto quando non è riuscito a farlo fino ad ora.
    Tornerò dopo sul concetto di campione-bambino e di talento=follia.
    Ora voglio analizzare una cosa molto più semplice: Vogliamo nella nostra nazionale, uno o due campioni che ci risollevino o vogliamo un gruppo forte, senza smagliature dove i campioni ci sono lo stesso, perchè sono i migliori di una nazione. Quindi mi continuo a chiedere, cosa vogliamo il NOME od il GRUPPO? per quanto mi riguarda da ex calciatore di bassissima lega mi son sempre reso conto che le vittorie più belle erano quelle vissute con altri 10 calciatori piu o meno del tuo livello che giocavano per il compagno a destra e per il compagno a sinistra, dietro e davanti. Non crediate che il singolo faccia la differenza perchè non la fa. Sottolineo anche che gente come Balotelli, come Cassano, dal talento indiscusso, con i loro capricci e i loro gesti plateali da ragazzini viziati potrebbero anche sfasciare un gruppo che si sta formando partita dopo partita. Quante volte è stato convocato Balotelli in Nazionale? poche. Cassano da Lippi? forse mai.
    Detto questo ovvio che porterebbero qualcosa in più alla nostra nazionale ma vi ricordo che il 2006 non abbiamo vinto perchè TONI dopo che aveva fatto 30 goal stagionali, ne segnò altri 10 al mondiale, abbiamo vinto perchè c’era un gruppo, c’era grinta, c’era gente pronta a sacrificarsi e qualche calciatore in stato di grazia vedi GROSSO del quale non abbiamo più notizie da quel rigore, perso in qualche squadra, fantasma di se stesso.
    Io che sono cresciuto con TOTTI che faceva le TOTTATE e non le CASSANATE, mi ricorderò sempre il momento in cui è maturato, in cui ha smesso di sputare ai danesi e ha smesso di fare show in campo con la Roma. Grandissimo talento, ma anche lui ne ha combinate tante. Ha smesso di dare di matto quando la sua vita privata e l’età glielo hanno permesso. In fondo ricordiamoci che un calciatore è un uomo, anzi inizialmente quando ha più corsa e gambe, è un ragazzino di soli 18-20 anni. Alcuni crescono educati, altri crescono da ribelli ma convinti che o faranno quello nella vita o faranno quello, perchè giustamente ti alleni sempre, sempre in giro per partite nazionali o cmq regionali e tac, la scuola va in secondo piano, la cultura idem, l’apertura mentale men che meno. Se chiedessimo domande di cultura generale a Balotelli, credete che saprebbe rispondere? non credo. Sa però come si fa lo schema sul calcio d’angolo o il tiro d’esterno, sono cose che gli vengono innate ed è per questo che fa il calciatore. Signori la verità è questa. Dietro un Balotelli ed un Cassano c’è tantissimo talento quanta ignoranza e senza un briciolo di cervello non possiamo sperare che maturino. Quindi vi chiedo il piacere di non parlare di CAMPIONI. I veri campioni signori, sappiamo tutti quali sono: MALDINI. tanto per citarne uno che in campo e fuori ha sempre mostrato quello che deve avere un campione oltre corsa e tocco di palla. Testa. Anche un attuale PIRLO. Portiamoci gente con il cervello e dei piedi buoni, portiamoci qualche picchiatore dalla bava alla bocca e qualcuno che segni, un Buffon che pari tutto e tanta voglia di vincere. Anche se scusatemi, ma la squadra perfetta esiste già e si chiama. Spagna.

  8. daniele says:

    A me sta simpatico. Vivo in Irlanda; garantisco che qua parlare di Balotelli è oramai diventato come per gli italiani parlare del meteo.. Ogni conversazione inizia così!

    Comunque sia da lui non si può prescindere, di fuoriclasse abbiamo lui e basta. Forza Azzurri e Forza Mario!! :)

  9. Francesco says:

    Mario, non so se sei d’accordo, ma mi sembra che all’origine dei problemi di Balotelli ci sia il fatto che, complice anche una doppietta in Coppa Italia all’odiata Juve, è stato esaltato come un campionissimo dall’ambiente interista un po’ troppo precocemente; se a 17 anni lo chiamavano Supermario è chiaro che a 21 crede di essere meglio di Messi e Ronaldo. Secondo me sin dall’inizio, vista la testa che si ritrova, andava gestito in maniera molto più serena, perchè per me una caratteristica dei grandi campioni è l’umiltà, la voglia di migliorarsi sempre; e a lui manca. Del resto l’Inter altre volte ha bruciato dei giovani potenziali ottimi giocatori esaltandoli troppo precocemente come dei campionissimi; vedi anche alla voce Santon.

  10. Mi auguro proprio che Prandelli non lo convochi. Balotelli non mi piace per niente, racchiude in sè tutto quello che è l’eccesso di un calciatore, già di per sè viziato e senza cervello. Cassano era solito compiere gesti sconsiderati dettati dal suo carattere irascibile e repentino, mentre SuperMario sembra sempre che lo faccia per puro autolesionismo. Cassano è/era irruenza, scatti d’ira, mentre Balotelli fa tutto con un’insolenza disarmante: segna e non esulta (come se fosse uno sforzo), sbaglia il passaggio e sta fermo, perde il pallone e non tira MAI indietro la gamba, rischiando così di fare male agli avversari. Personalmente non avrei trovato nulla di così scandaloso se la lega calcio inglese avesse punito la sua recidività con 9 giornate di squalifica. Qui in Italia invece siamo troppo morbidi con le punizioni, siamo troppo clementi.
    Ma sì, povero Mario. In fondo è quello che ci può far vincere.
    Invece io non mi aspetto questo da un ragazzo così giovane. Non tollero che il fine giustifichi i mezzi, come troppo spesso siamo abituati a far prevalere nel calcio e non solo: l’etica della Nazionale italiana mi sembra un argomento troppo valido per poterlo accantonare così, per un ragazzo con i piedi buoni.
    Le giustificazioni del tipo “ma è bravo” sono forse ammissibili per un campionato fra squadre di club, tra squadre “private”, dove contano i trofei, gli introiti e il successo, ma non quando si parla di una squadra che deve rappresentare una nazione intera. Vogliamo, per una buona volta, dare un segnale positivo anche ai ragazzi che sognano di far diventare questa passione la loro professione, insegnando loro che un gesto di fair play, un’esultanza e un pò di modestia valgono più di un colpo di tacco, una rabona e un gol in rovesciata?

  11. Donatella says:

    Conosco, come molti, Balotelli per i suoi colpi di testa, le scenate fuori e dentro in campo, le relazioni amorose…elementi che oscurano ciò che potrebbe essere! A volte sembra solo il solito ragazzino ricoperto di denaro troppo presto.
    Non mi permetto di fare alcun commento calcistico, non ne sono assolutamente in grado! Però non avevo mai pensato a ciò che potrebbe rappresentare per il calcio nazionale, al “fuoriclasse” che si potrebbe celare sotto Marietto, come hai detto tu! Sì, potrebbe essere un grande svolta!
    Insomma…i tuoi articoli calcistici sono più “universali” dei soliti proposti, tutto chiaro e interessante anche per una profana come me!

  12. Giacomo D'Agostino says:

    Come ogni vigilia di europeo o mondiale che sia, si ripete per la nazionale italiana di calcio il tormentone se convocare o no la testa calda del momento. Oggi si chiama Mario Balotelli, alla vigilia del mondiale 2010 si chiamava Antonio Cassano,entrambi accumunati da un’innata intolleranza al rispetto delle regole.
    Ci vorrebbe forse un buon psicoanalista per stabilire l’origine di certi stati di irrequietezza cronica, ma forse il problema di Balotelli è più esteso ad una ricerca ossessiva di protagonismo.
    Certo, un grande giocatore come Super Mario, non ha certo bisogno di fare il galletto in campo per accentrare su di se l’attenzione, basta solo che giochi a calcio come sa fare !!
    Quindi riassumo il mio pensiero con un detto siciliano, che voglio esprimere in un inglese maccheronico : “who is born round, can’t die squared !! ” chi ha orecchie per intendere intenda !!
    Dai Super Mario, facci vincere l’europeo !!!!!

  13. El Niño says:

    Sarò sincero. Mario Balotelli non si merita di rappresentare il paese italiano agli europei di calcio. Prandelli lo sa, e a malincuore sono sicuro che lo lascerà a sedere sul divano con una birretta ghiacciata e forse qualche nocciolina.
    Dispiace non vedere un così grande talento, non solo a noi italiani ma a tutti gli europei appasionati di spettacolo calcistico.
    Se fino a pochi giorni fa mi vedevo a schierare Mario in ogni partita dell’europeo, oggi non posso che rimanere nuovamente deluso dal suo scarso amor proprio. Ci sono giovani che più di ogni altra cosa vorrebbero giocare a calcio ad alti livelli. Ci giocatori ai più alti livelli che più di ogni altra cosa vorrebbero giocare in nazionale. Ci sono giocatori come Giuseppe Rossi il cui sogno è stato frantumato. Ci sono giocatori che se non dimostrano amore, sacrificio, dedizione, attaccamento alla maglia, meritano solo una birretta ghiacciata e forse delle noccioline. Forza Azzuri! ;)

  14. annalisa says:

    Bravo Mario Agostino, un ottimo articolo.

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